Il Segretario Maria Grazia Fontana mentre oscura l’archivio «storico» dell’Albo Pretorio on-line riceve la nomina di Responsabile per la trasparenza amministrativa e della prevenzione della corruzione del Comune

editoriale Benigno

A metà dello scorso mese di ottobre, il Segretario del Comune di Mirabella Eclano, dottoressa Maria Grazia Fontana, su consiglio o pressione di un Consigliere di maggioranza delegato alle “varie ed eventuali”, ha deciso immotivatamente di «oscurare» l’archivio storico dell’Albo Pretorio on-line.

Sono trascorsi già due mesi e sul sito web istituzionale del Comune di Mirabella Eclano sono consultabili gli atti e i provvedimenti amministrativi per il solo periodo di pubblicazione (15 gg.) all’Albo Pretorio on-line e non sono più consultabili gli atti ed i provvedimenti amministrativi presenti nell’archivio storico: ci si può leggere solo la data, la natura e l’oggetto del provvedimento e non più il contenuto.

Per la verità, come già «denunciato» nell’editoriale dello scorso mese e in barba alla trasparenza amministrativa, di sicuro l’oscuramento dell’archivio è stato causato dal contenuto degli articoli pubblicati nell’edizione di ottobre che riportavano diverse, dettagliate ma “scomode” notizie di  atti amministrativi, prese nella loro integrità dall’archivio storico dell’Albo Pretorio on-line.

Articoli che hanno suscitato, nella Comunità eclanese, interesse e generato copiose e riprovevoli critiche nei confronti dei soggetti interessati che, senza batter ciglio, si sono subito rivolti al proprio “Santo” protettore per un «blitz» anti-trasparenza e pro-oscuramento dell’archivio storico dell’Albo Pretorio on-line.

In merito a questa incresciosa vicenda, per ciò che concerne la Redazione di questo periodico niente è cambiato! I redattori e i collaboratori de «La Fenice on-line» continuano mensilmente a dare  la giusta informazione amministrativa, su tutto ciò che è l’agire del Comune, giorno dopo giorno, atto dopo atto. Cercando, sostanzialmente, di far riavvicinare il Cittadino alla “casa comune”, considerato che l’Istituzione locale fa di tutto e di più per allontanarlo.

Il problema, infatti, è stato subito risolto grazie alla “password” di accesso alla consultazione degli atti amministrativi del Comune, messaci a disposizione dal Consigliere comunale Ugo Sorrentino, capogruppo di minoranza de “IL CARRO”.

Adesso, però, i cittadini eclanesi per colpa de «La Fenice on-line» hanno l’accesso negato all’archivio storico dell’Albo Pretorio on-line e se interessati a leggere il contenuto di un qualsiasi atto, non più in pubblicazione, dovranno richiederlo mediante lettera e ricevere, poi, copia entro e non oltre i 30 giorni, previsti secondo il vigente Statuto comunale.

Di fronte a questa palese violazione legislativa, quale responsabile di un organo di informazione, sento la necessità  e il dovere di  intervenire illustrando fatti, chiarendo alcuni passaggi e chiedere poi, a chi di competenza, spiegazioni su comportamenti «oscuri» che oltrepassano l’illegalità.

E’ necessario fare un po’ di cronistoria. Dal primo gennaio 2011, in ogni Comune d’Italia, l’Albo Pretorio on-line ha sostituito (decreto mille proroghe-2009) in maniera definitiva il vecchio Albo cartaceo, esposto all’interno dell’Ente locale: la forma cartacea è rimasta solo in originale, mentre vi è stato un espresso obbligo di pubblicazione sul proprio sito web istituzionale.

Nell’Albo Pretorio on-line viene pubblicata  tutta la documentazione prodotta dal Comune come le delibere di Giunta e di Consiglio, le determinazioni dirigenziali, i provvedimenti conclusivi di procedimenti amministrativi, insomma tutti gli atti amministrativi di carattere generale e anche atti vari su richiesta di altri Enti.

Il Comune di Mirabella Eclano ha adempiuto a tale legge dello Stato fornendo gratuitamente conoscenza informatizzata e telematica ai propri cittadini, soprattutto dell’attività di Consiglio e di Giunta e delle determinazioni dirigenziali. Ha realizzato, quindi, sul sito web istituzionale l’Albo Pretorio on-line, con annesso “archivio storico”, entrambi consultabili nella loro interezza da tre anni.

Però l’Amministrazione comunale, fino ad oggi, non ha ancora approvato (dal 1 gennaio 2011), così come previsto dalla legge e mediante delibera di Consiglio, il necessario “Regolamento per l’organizzazione del servizio relativo alla tenuta dell’Albo Pretorio informatico” e non ha ancora provveduto a nominare il Responsabile del procedimento di pubblicazione.

Dunque, a ragion di logica, dal 1 gennaio del 2011 l’Albo Pretorio on-line e il suo archivio storico sono stati sempre accessibili senza alcuna regolamentazione e responsabilità. Quindi, gli atti amministrativi sono stati continuamente e senza interruzione consultabili e, quindi, in mancanza di un disciplinare si è di fatto creato un precedente, o meglio ancora, si è consolidato nel tempo, cioè da tre anni, uno “stato di fatto”.

Ma vi è di più. A confermare l’illegalità e l’abuso della dottoressa Maria Grazia Fontana è il Decreto Legislativo n.33 del 14/03/2013 sul “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” (in vigore dal 20 aprile di quest’anno).

Al comma 2 dell’art.9 si legge che «alla scadenza del termine di durata dell’obbligo di pubblicazione di cui all’articolo 8, comma 3, i documenti, le informazioni e i dati sono comunque conservati e resi disponibili, con le modalità di cui all’articolo 6, all’interno di distinte sezioni del sito di archivio…».

Il comma 1 dell’art.6 recita che «Le pubbliche amministrazioni garantiscono la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione, l’indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilità secondo quanto previsto dall’ articolo 7…».

Infine, al comma 1 dell’art.7 si legge che «I documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito dell’accesso civico di cui all’ articolo 5, sono pubblicati in formato di tipo aperto ai sensi dell’articolo… e sono riutilizzabili ai sensi del decreto legislativo… senza ulteriori restrizioni diverse dall’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità».

Dopo questa breve lettura, di alcuni e specifici articoli del recente decreto legislativo sulla trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, è fin troppo evidente la palese contraddizione e l’illegale e totale abuso amministrativo, da parte del Segretario comunale Maria Grazia Fontana, che ha deciso immotivatamente di «oscurare» l’archivio storico dell’Albo Pretorio on-line del Comune di Mirabella Eclano.

Così, solo per ricordarlo: la dottoressa Maria Grazia Fontana è stata Segretario convenzionato con il Comune di Mirabella Eclano, per quasi tre anni, in quanto titolare di Segreteria del Comune di Fontanarosa.  Però all’indomani delle elezioni comunali di Fontanarosa, svoltesi lo scorso mese di maggio, il neo eletto Sindaco Flavio Petroccione, a distanza di qualche mese dal suo insediamento, per una questione di “fiducia” non ha inteso rinnovare la titolarità alla dottoressa Fontana che è risultata quindi carente di posto.

Tempestivamente, l’Amministrazione comunale eclanese, conoscendo la professionalità della dirigente in questione, si è prodigata a trovare una soluzione perché la città di Mirabella Eclano non poteva subire questa perdita.

Dunque che fare? Immediatamente è stata convocata una «forzata» seduta di Consiglio comunale ad agosto (in piena estate, tant’è che il Sindaco non ha potuto  partecipare perché in ferie) e alla dottoressa Maria Grazia Fontana è stata assegnata la titolarità della Segreteria comunale di Mirabella Eclano e successivamente è stata stipulata una convenzione con la Segreteria comunale di San Potito Ultra.

In definitiva, nei dettagli, della retribuzione annua di oltre 100mila euro, spettante alla dottoressa Maria Grazia Fontana, il 60% è a carico del Comune di Mirabella Eclano, mentre il restante 40% a carico del Comune di San Potito Ultra.

E’ da evidenziare, poi, che lo scorso 4 ottobre, con decreto del Sindaco Vincenzo Sirignano, è stata nominata Responsabile per la trasparenza amministrativa e Responsabile della prevenzione della corruzione del Comune.

Ora un po’ di domande vengono spontanee (come diceva Lubrano).

Nei giorni scorsi ho preso visione di un articolo pubblicato il 27 settembre, sul quotidiano provinciale (press/on-line) ‘Otto Pagine’, in cui lei, dottoressa Fontana, ha rilasciato un’intervista in merito alla convenzione con il Comune di San Potito Ultra.

Un articolo con un titolo significativo: San Potito, Fontana nuovo Segretario: «lavoreremo per un’Amministrazione trasparente». Andando, poi, a leggere alcune sue risposte mi è venuto il dubbio che il neo Segretario comunale di San Potito Ultra non avesse niente a che fare con il Segretario comunale di Mirabella Eclano; ho pensato ad un’omonimia ma purtroppo non è stato così.

Mi dica, Segretario Fontana, perché lei, nell’intervista ha affermato che «il limite di molte Amministrazioni è stata proprio l’incapacità di comunicazione, e per questo insieme al Sindaco faremo il possibile per attuare l’amministrazione trasparente, ovvero dare al cittadino la possibilità di accedere alle notizie e alle informazioni del Comune. Innanzitutto aggiornando il sito ufficiale del Comune, in modo tale che il cittadino possa accedere a tutte le informazioni dell’amministrazione del Comune. Come si aprissero le porte dell’Amministrazione a tutti i cittadini, perché l’Amministrazione non ha nulla da nascondere; nel momento in cui non si fornisce la giusta informazione del proprio operato si arriva anche a strumentalizzare».

Brava… complimenti! Evviva la “sua” trasparenza amministrativa, ma quanto ha dichiarato vale solo per il Comune di San Potito Ultra?

Perché lei, nel Comune di Mirabella Eclano non solo non ha aperto le porte ma ha chiuso anche i portoni? Cosa ha da nascondere? Perché ha negato ai cittadini eclanesi la giusta informazione dell’operato amministrativo, onde evitare una strumentalizzazione?

Lo sa che lei deve dar conto, non solo agli attuali Amministratori comunali che le hanno conferito l’incarico, ma anche e soprattutto ai “generosi” cittadini di Mirabella Eclano che con i loro sacrifici e “tributi” le pagano una “consistente” retribuzione annua?

Non offenda, ancora e di più, questa antica e storica Città con miseri e squallidi comportamenti, né va della sua professionalità. Sbaglio o lei è un dipendente del Ministero dell’Interno e come tale deve far rispettare e applicare la legge?

Ancora qualche domanda, in merito all’Albo Pretorio on-line. Perché, nelle 9 pagine del banner dell’Albo Pretorio on-line, non vengono pubblicate tutte le delibere di Giunta comunale o tutte le determinazioni di impegno di spesa e/o di liquidazione? Perché i documenti allegati agli atti amministrativi non vengono mai pubblicati?

Perché, sempre nelle 9 pagine del banner dell’Albo Pretorio on-line, da quando è stato «oscurato» l’archivio storico, la cronologia di pubblicazione è saltata e sono presenti atti amministrativi dello scorso anno?

Perché ben specifiche ma diverse decine e decine di approvate delibere di Giunta comunale vengono affisse all’Albo Pretorio on-line a distanza di non meno di 6 o 7 mesi, facendo venir meno anche la funzione di controllo da parte dei Consiglieri di opposizione?

Cambiamo argomento, ma rimaniamo sempre in tema di trasparenza amministrativa.

Segretario comunale Fontana, è a conoscenza di possedere, insieme ai componenti della Giunta del Comune di Mirabella Eclano, anche il «dono» dell’ubiquità?

Essere in più posti allo stesso momento non è da tutti, pochi sono in possesso di questo dono soprannaturale. Sostengo ciò, confortato dagli atti amministrativi di numerose (decine e decine) delibere di Giunta e di Consiglio comunale da Lei redatte, sottoscritte e pubblicate.

E’ successo nuovamente di recente: un Consiglio comunale, con meno di dieci argomenti da discutere, è iniziato alle 19 di sera e terminato alle 20.30 circa. Poco dopo, incontro per strada alcuni Consiglieri di maggioranza e diversi Assessori, chiedo di essere ragguagliato su alcuni argomenti approvati nella seduta di Consiglio e rientro a casa verso le 22.

Fin qui nulla di strano, ma nei giorni successivi mi fanno prendere visione di alcune delibere di Giunta comunale fatte nello stesso giorno del Consiglio, con inizio alle 19.30 e terminate alle 21.30, dove sono presenti sia lei che gli Assessori che insieme a me, invece, hanno partecipato alla discussione terminata non prima delle 21.45.

Non ci posso credere! E’ grazia divina oppure c’è il trucco?

Così come non mi è chiaro l’approvazione di diverse delibere di Giunta comunale dove sono stati impegnati, e successivamente liquidati, soldi per sostenere eventi o manifestazioni già svolte, mentre si legge nel deliberato che è tutto da realizzare. E’ questo un falso in atto pubblico?

Perché, dottoressa Maria Grazia Fontana, accade tutto ciò?

Ancora. Vi sono affidamenti di lavori e di servizi da eseguire in economia, per importi inferiori a 40mila euro, con affidamento diretto da parte del Responsabile del Servizio che vanno letti e riletti con grande attenzione.

Nelle decine e decine ma di centinaia di determinazioni di affidamento diretto si legge «…dopo indagine di mercato, visto che la ditta XyXyXy ha praticato la migliore offerta ed è stata immediatamente disponibile, per il lavoro o per la realizzazione o per la fornitura di cui in premessa… si determina di impegnare a favore della ditta la somma di euro…».

Potrebbe, in questa prassi ormai consolidata da anni, non esserci nulla di strano, ma andando a chiedere di prendere visione dell’indagine di mercato svolta dal Responsabile di settore, meglio ancora di prendere visione delle ditte che hanno risposto e dei preventivi presentati, di tutto questo non vi è traccia.

“Sogno o son desto?” – diceva un noto poeta, ma all’interno degli uffici comunali di Mirabella Eclano questa è la vera e cruda realtà.

Un dato è tangibile: determinate forniture e lavori vengono affidati, anche con cadenza mensile, da anni sempre alle solite e note ditte. Le gare sono regolari?

Si sente raccontare, all’interno delle quattro mura degli uffici comunali che un dipendente comunale, nei mesi scorsi, ha richiamato qualche ditta paesana e forestiera, che ha eseguito o che sta ancora eseguendo dei lavori affidati dal Comune, per ricevere un ulteriore contributo economico ancora a sostegno della già svolta manifestazione del “Settembre Eclanese 2013”; questo perché, nonostante il Comune abbia già dato 100 mila euro di contributo (80mila per le manifestazioni e 20mila per montaggio e smontaggio del ‘Carro’), le casse degli organizzatori sono in rosso.

Un ulteriore sostegno economico, quindi, per il “Settembre Eclanese 2013”, chiesto da questo dipendente comunale con la promessa al titolare della ditta di far recuperare il “nuovo contributo” attraverso modi non del tutto leciti.

Intanto, da mesi è iniziata la «caccia», all’interno del complesso monumentale ‘San Francesco’ che ospita la sede comunale, per identificare questo “losco” dipendente comunale. Beh, a dire il vero non credo che quanto si racconta corrisponde a verità, però… … …

Infine, in questi giorni è alla ribalta la vicenda dei 48 (+10) alloggi popolari: la graduatoria definitiva è stata approvata ma detti alloggi non sono ancora stati ultimati.

Una situazione alquanto delicata: una nuova ditta che subentra senza titolo, alla ditta assegnataria  dell’appalto; perizie di lavori eseguiti, sottoscritte dai direttori di lavori, e poi annullate in parte; stati di avanzamento pagati ad una ditta, oramai irreperibile,  ben due volte con pagamenti di cessione di credito (circa 500mila incassati dalla ditta “fantasma”) a un istituto bancario e poi con una nuova determinazione di pagamento (circa 500mila sempre incassati dalla ditta “fantasma”) su un’altra banca; un decreto ingiuntivo di circa 500mila euro al Comune da parte di un istituto di credito sannita per mancata riscossione, mentre per terminare gli alloggi (dopo circa 10 anni) occorrono più di 500mila euro che nelle casse comunali non ci sono. E’ un dramma nella tragedia!

Alla luce di quanto descritto, dottoressa Maria Grazia Fontana, mi meraviglia la sua compartecipazione al silenzio di ormai “noti” colpevoli, nonostante la recente nomina a Responsabile  della prevenzione della corruzione del Comune di Mirabella Eclano.

Perché ha risposto, come Ponzio Pilato, negando la richiesta del gruppo consiliare de “IL CARRO” di redigere e quindi ufficializzare, come previsto per regolamento, una nota sulla reale regolarità amministrativa sui lavori relativi alla costruzione di questi alloggi popolari, con una discussione da tenersi all’interno del Consiglio comunale?

Perché lei, non vuole che il Sindaco Vincenzo Sirignano presenti (giustamente!), contro la ditta Alca Costruzioni srl di Benevento, regolare denuncia alle Autorità competenti su questa vicenda che sa solo di «truffa»?

Lo sa che se c’è bancarotta fraudolenta, da parte della ditta appaltante, lei, insieme a qualche fin troppo “noto” dipendente comunale, corre il rischio di  essere accusata di concussione?

Perché sta temporeggiando, dicendo e sostenendo ad alta voce che è meglio aspettare l’esito dell’opposizione fatta al decreto ingiuntivo (500mila euro) notificato al Comune da un istituto di credito sannita?

Chissà se il Prefetto di Avellino Umberto Guidato, a cui lei è tenuta a rispondere, è a conoscenza di quanto sopra evidenziato? Penso di no!

Chissà se il Prefetto di Napoli Francesco Musolino, Responsabile dell’Ufficio Territoriale di Governo della Campania, sa come lei svolge l’attività amministrativa nel Comune di Mirabella Eclano? Penso di sì!

Dopo tutti questi interrogativi, sono convinto di non ricevere alcuna risposta, ma  il mio intento è stato quello di raccontare (brevemente) alla Comunità eclanese ciò che sta accadendo nel Palazzo comunale.

Comunque, dottoressa Maria Grazia Fontana, si svegli!

Benigno Blasi

 


Print pagePDF pageEmail page
Print Friendly