Mitigazione del rischio idrogeologico sul versante “Fontanelle”, aggiudicazione della Direzione dei Lavori: mentre la Commissione esclude un RTP perché non viene garantita la “genuinità” (podolica?!) della gara, c’è il «blitz» della Guardia di Finanza nell’ufficio dell’Ingegnere Capo Antonio Masciola

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Continua la «telenovela» sui lavori denominati “Opere di difesa e protezione finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico di via della Rinascita, via Borgo, strada comunale di raccordo alla S.P. 84, via Fontanelle e delle infrastrutture contermini”, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Prima di iniziare ad informarvi in merito su altre circostanze verificatesi, è bene precisare che quanto da noi scritto fino ad ora, ovvero la gestione della gara, le modalità di nomina dei Componenti della Commissione e i punteggi assegnati alle ditte che vi hanno partecipato, è al vaglio dell’Autorità giudiziaria competente.
Infatti, agli inizi dello scorso mese di settembre presso l’ufficio tecnico comunale c’è stato, su richiesta della Dia di Napoli, un vero e proprio «blitz» della Guardia di Finanza provinciale, impegnata per due giorni nel chiedere e ritirare copie di atti amministrativi.
Da evidenziare che ai lavori iniziati dall’impresa appaltatrice Ottoerre Group srl lo scorso 30 luglio, con propria determina (n.184), il Responsabile dell’U.T.C. Antonio Masciola ha affidato “…la Direzione dei Lavori e del Coordinamento della Sicurezza in fase esecutiva, temporaneamente e sino all’aggiudicazione del servizio, al personale interno…” del Comune, ossia all’ingegnere Angelo Morella.
Urge una domanda: l’Ufficio Tecnico comunale, quindi “…il personale tecnico interno, già in sottorganico, è impegnato in altre attività tecnico-amministrative, come accertato e certificato dal Rup, per cui vi è necessità di ricorrere all’affidamento a professionisti esterni..”? – questo è quanto sottoscritto dall’ingegnere Masciola, che all’occorrenza ha memoria corta, nella determina Reg. U.T.C. n.359 del 29 dicembre 2014. Ma questa è un’altra storia, anch’essa al vaglio dell’Autorità giudiziaria.
Intanto, anche sul bando di gara di appalto, con procedura aperta, della “Direzione Lavori, assistenti Direttore Operativo e Coordinatore della Sicurezza in esecuzione” c’è da riflettere.
Hanno fatto richiesta di partecipazione ben sette Raggruppamenti Temporanei di Professionisti. Di questi solo un Raggruppamento Temporaneo di Professionisti non è stato ammesso a gara e, andando a leggere sul web i singoli curricula di tali professionisti, si evince che essi hanno titoli da poter dirigere i lavori della diga del Vajont.
Non riusciamo a trovare, quindi, una spiegazione logica alla loro esclusione, considerata anche l’esperienza ultra ventennale di almeno tre dei singoli professionisti. Questa non è una nostra difesa d’ufficio, ma è una semplice constatazione.
Solo la Commissione di Gara, presieduta dall’ingegnere capo dell’UTC Antonio Masciola (nuovamente autonominatosi) e composta dagli ingegneri Angelo Morella (dipendente part-time dell’ U.T.C. di Mirabella Eclano) e Antonio Di Pietro (libero professionista) è riuscita a contestare a questi noti professionisti il “fuori gioco”, ammonendoli poi con un cartellino “rosso” da espulsione.

UN’ESCLUSIONE ASSURDA
La comunicazione di esclusione del RTP, composto dagli ingegneri Giovanni Giusti, Luigi D’Amico, Ugo Sorrentino e Morena Giusti, arriva con una lettera del 17 luglio 2015 e recita:
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In sintesi, l’esclusione verte sul giudizio di non genuinità della gara e violazione della par condicio tra i concorrenti.

IL TEMPO SCORRE
Cos’è successo? Semplice! Il Raggruppamento Temporaneo dei Professionisti è ricorso all’istituto dell’avvalimento per uno solo dei requisiti richiesti dal bando, quello relativo al numero medio di persone impiegate negli ultimi tre anni, e l’avvalimento è stato dato dalla CNC Ingegneri srl, progettista indicato dalla Ottoerre Group srl, impresa risultata successivamente aggiudicataria dell’appalto integrato.
Detta così la cosa potrebbe suggerire un vento di tresca, ma l’illogicità non può appartenere alle decisioni della Pubblica Amministrazione e le decisioni non possono essere prese assumendo che il tempo non scorra e la successione degli eventi non avvenga: tutto ciò è possibile solo ad una certa distanza minima da un buco nero e, invece, noi siamo sulla Terra, sulla sommità di un cocuzzolo collinare, in una cittadina chiamata Mirabella Eclano.
Bene! Qual è la successione degli eventi?
E’ la seguente:
1. 7 agosto 2014 – Termine ultimo per la presentazione degli elaborati richiesti nel bando di gara per l’esecuzione ed il progetto esecutivo.
2. 20 gennaio 2015 – Termine ultimo per la presentazione degli elaborati richiesti nel bando di gara per servizi tecnici d’ingegneria.
a. 21 gennaio 2015 – Data fissata per l’apertura delle buste della gara per servizi. Il RUP sposta l’apertura del procedimento di esame delle offerte a data da destinarsi, stabilita, poi, il 18 maggio 2015;
3. 14 febbraio 2015, è aggiudicata provvisoriamente la gara di appalto integrato dei lavori in oggetto alla ditta Ottoerre Group srl, che ha indicato come suo progettista la CNC Ingegneri srl, avente come Amministratore Unico l’Ing. Vincenzo Napoli, gara indetta dallo stesso Comune il 27 giugno 2014. Com’è noto, la disamina di questa gara ha visto le dimissioni di un componente della Commissione per incompatibilità, di seguito ad un articolo-denuncia riportato sul nostro giornale on line, che evidenziava i suoi stretti rapporti con un componente della ATP e la sua sostituzione con il Prof. Ing. Filippo Santucci De Magistris.
4. 18 maggio 2015 – Inizio della disamina delle offerte della gara per servizi d’ingegneria.
5. 12 giugno 2015 – Aggiudicazione della gara d’appalto integrato alla ditta Ottoerre Group srl.
E’ affatto banale, quindi, rilevare che:
a. alla data di presentazione della documentazione per la gara per servizi d’ingegneria, 20 gennaio 2015, nessuno conosceva l’esito della gara per l’esecuzione dei lavori e va rilevato che erano passati ben 5 mesi dalla chiusura della gara (7 agosto 2014 – 20 gennaio 2015 pari a n.166 giorni);
b. il bando fissava l’espletamento della gara per i servizi al 21 gennaio e il RUP la rimanda al 18 maggio, ossia n.157 giorni dopo.
E’ evidente che si è annullata la successione degli eventi: il bando aveva scadenza il 20 gennaio 2015. Tutto doveva essere fissato a quella data. Non è possibile, non è consentito usare accadimenti successivi per decisioni, ancorché basate su sofismi e supposizioni, pertanto assurde e pretestuose.
Verrebbe da chiedersi: Quale garanzia può produrre un procedimento che si ritarda tanto e senza nessuna motivazione?
Quale trasparenza c’è nel rinviare quando la trasparenza sta proprio nell’avviare il procedimento come fissato nel bando ossia subito dopo il termine?

LA GENUINITA’
Alla fine di una serie di affermazioni che vorrebbero essere passaggi logici, ma che lasciano attoniti e senza fiato per la sconcertante banalità di ognuna e per la sconnessione tra l’una e l’altra, la Commissione di Gara, presieduta dall’ingegnere Antonio Masciola, afferma che non è garantita la “genuinità” della gara.
Intanto, le riflessioni interrogative che l’affermazione pone sono due:
• la Commissione di Gara ha inventato una nuova figura giuridica che supera quello di conflitto d’interesse? (chapeau!)
• la Commissione di Gara era convocata anche per l’esame di qualche formaggio podolico o di qualche piatto di funghi porcini, ben innaffiati da un ‘Taurasi’ d’annata, alimenti cui ben si adatta, tra le altre, la categoria della genuinità?
E’ anche probabile che la Commissione di Gara, che aveva già dimostrato di non sapere che “…il tempo scorre e gli uomini non sanno ciò che accade il momento dopo al presente…”, abbia attenuato l’attenzione scordando ciò che il bando di Gara aveva fissato, ossia che era consentito l’avvalimento di un singolo soggetto per requisito e che era imposta rendere la seguente dichiarazione:

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In parole povere: un funzionario pubblico non può inventarsi categorie o motivazioni, ma deve decidere sempre sulla base delle leggi in vigore chiedendosi sempre se è legittimato ad agire nel modo in cui decide e supportando sempre la sua decisione con il richiamo all’articolo della legge cui fa riferimento.
Orbene, nulla di tutto ciò: basta leggere (e capire se ci si riesce) l’articolo 2359 del codice civile e constatare che non vi devono essere in una gara situazioni di controllo tra i concorrenti. Ma, qui, stiamo parlando di due gare differenti!! Di due fasi differenti!!
E la Commissione di Gara non ha alcun potere di collegarle perché non ce l’ha e perché glielo nega il bando oltre che il codice civile!
Comunque, ci sarebbero altri passaggi, altri elementi, altri articoli di leggi a dimostrare l’assurdità della decisione e l’illogicità dell’incedere della motivazione di esclusione. Perché la Commissione di Gara, presieduta dall’ingegnere Antonio Masciola, si è inventata, all’occorrenza, la formula della “genuinità” non garantita da parte del citato Raggruppamento Temporaneo di Professionisti?
Forse si è temuto che l’ottimo ingegnere Giovanni Giusti, una volta aggiudicata la Direzione dei Lavori, avrebbe contestato diverse incongruenze presenti nell’approvato progetto?
A dire il vero, abbiamo convinto il professionista Giusti a rilasciarci un’intervista in merito (pubblicata in questa edizione), che è risultata davvero interessante: un progetto pieno di dubbi e di rilevanti perplessità.
Intanto il RTP, composto dagli ingegneri Giovanni Giusti, Luigi D’Amico, Ugo Sorrentino e Morena Giusti ha esposto e denunciato la vicenda all’Autorità Nazionale Anti Corruzione, presieduta dal giudice Raffaele Cantone, già magistrato anticamorra.
Per ora, anche noi attendiamo il parere dell’ANAC, ma sosteniamo con fermezza che non si può gestire la “res pubblica” con quest’approssimazione e con questa presunzione.
Altra circostanza, alquanto anomala, risulta essere quella del RTP, composto da Hydroarch srl, dall’Area Progetti Associati, dagli ingegneri Luigi Ianniciello, Enrico Iadarola e dall’architetto Michela Sorrentino. Tale RTP che si è aggiudicato l’appalto della Direzione Lavori, di Direttore Operativo e Coordinatore della Sicurezza in esecuzione, con lettera inviata al Settore Lavori Pubblici del Comune di Mirabella Eclano ha comunicato il proprio diniego, ossia di non voler autorizzare il citato Settore Tecnico comunale a rilasciare copia della propria documentazione di gara che è agli atti al RTP Studio Iadanza srl e C&C Engineering di Isernia, che è risultato secondo in graduatoria e che ne ha fatto richiesta.
La motivazione?
«Il Know-how acquisito dal gruppo ed esposto nei paragrafi secretati – si legge nella nota – rappresenta un insieme di nozioni che integrano le tecniche usate e normalmente conosciute per lo svolgimento dell’incarico e, proprio per questo, costituiscono patrimonio peculiare ed incredibile del RTI stesso…Si richiede, pertanto, di rispettare la salvaguardia del “segreto industriale” e della proprietà intellettuale di tali informazioni».
Una semplice riflessione. Il costituitosi Raggruppamento Temporaneo di Professionisti, aggiudicatario dell’appalto, è composto solo da tecnici, quindi quale “segreto industriale e proprietà intellettuale di tali informazioni” chiedono di far rispettare e di far salvaguardare?
Cosa ha di “segreto industriale” una Direzione Lavori o degli assistenti Direttore Operativo e Coordinatore della Sicurezza? Cosa si vuol nascondere? Cosa non si vuol far leggere?
E’ già iniziato l’ennesimo giro di valzer: il RTP Studio Iadanza srl e C&C Engineering di Isernia, vuole chiarezza e ha fatto già ricorso nelle sedi opportune.
A tutto ciò, c’è da aggiungere un’altra figuraccia de «la banda del buco» eclanese che, dopo il colpo mal riuscito… sventato (anche con la nostra disinteressata complicità) per mettere le mani sui mega-pozzi, spregiudicatamente e miserevolmente, sostenendo la tesi di una “prassi consolidata” e con un elenco a portata di mano, ha avuto l’ardire di chiedere, ma senza ottenere, la sistemazione di una ventina di operai (amici degli amici?!).
Perché questo diniego? Semplice! Se c’è un “segreto industriale” da salvaguardare, ci sono anche operai “specializzati”… qualificati da far lavorare.
Intanto, una nota positiva è che l’opera intesa a mitigare questo rischio idrogeologico sul versante “Fontanelle”, finanziata per oltre 4 milioni di euro dall’ex Giunta regionale presieduta da Stefano Caldoro e aggiudicata dalla ditta Ottoerre Group srl, allo stato attuale risulta al 70% della progettazione.
Dunque, non c’è tempo da perdere: le tre paratie con tiranti, i tre mega-pozzi drenanti (m.6 di diametro e m.35 di profondità) e le infrastrutture contermini dovranno essere ultimati entro il 31 dicembre di quest’anno, altrimenti ci sarà la perdita del finanziamento europeo.

Benigno Blasi


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